Al summit COP30 di Belém, il 19 novembre scorso, è stata annunciata la seconda fase dell’iniziativa internazionale Digital Demand-Driven Electricity Networks (3DEN), promossa dal Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente (UNEP, l’agenzia ONU per l’ambiente) in collaborazione con l’Agenzia Internazionale dell’Energia e sostenuta dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica italiano. La Fase II finanzierà 14 progetti pilota in otto Paesi – Brasile, Sudafrica, Marocco, Tunisia, Kenya, Nigeria, Etiopia e Tanzania – per un investimento di 23 milioni di euro, con l’obiettivo di accelerare la digitalizzazione dei sistemi energetici e agroalimentari, aumentarne la flessibilità e la resilienza e ampliare l’accesso a energia pulita e conveniente.
In questo quadro, l’Italia assume un ruolo di primo piano in Brasile grazie al progetto VERDE (Vital Energy for Resilient Digital Ecosystem), selezionato tra le iniziative vincitrici di 3DEN Fase II. Il progetto sarà realizzato nel Comune di Taquara, nello Stato di Rio Grande do Sul, ed è ideato e guidato dallo spin-off Unical Smart City Instruments (SCI), in partenariato con l’Università della Calabria (Dipartimento di Ingegneria Meccanica, Energetica e Gestionale), l’Università di Cagliari (Dipartimento di Ingegneria Meccanica, Chimica e dei Materiali), lo spin-off UNICAL R&DCal, l’Universidade FACCAT, il Comune di Taquara, l’azienda tecnologica Pináculo e il distributore elettrico RGE.
VERDE è concepito come un ecosistema energetico digitale a scala urbana, fondato sulla costruzione di una comunità energetica che coinvolge nuclei familiari, istituzioni educative, servizi sanitari e realtà del terzo settore. Il progetto integra produzione da fonti rinnovabili, strumenti digitali per l’osservazione e la gestione dei consumi e un programma di formazione e partecipazione rivolto alla popolazione locale, con particolare attenzione ai contesti più vulnerabili. La prospettiva è quella di una città che governa l’energia in modo condiviso, riduce la dipendenza da assetti centralizzati, rafforza la propria capacità di risposta alle crisi climatiche ed economiche, dialogando con le aree periurbane e rurali.
